Sulla scia della grande cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina che si è svolta nell’Arena di Verona, nell’ultima settimana di febbraio nel Teatro Ristori della città scaligera è stata messa in scena l’opera L’Olimpiade di Antonio Vivaldi su libretto di Pietro Metastasio.
Il dramma musicale in tre atti del 1735 è stato eseguito dall’Orchestra della Fondazione Arena di Verona diretta da Giulio Prandi con la regia di Emmanuel Daumas e le coreografie di Raphaëlle Delaunay, secondo l’allestimento del Théâtre des Champs-Elysées creato in prossimità delle Olimpiadi di Parigi del 2024.
Le vicende olimpiche narrate in uno dei libretti di maggior successo della storia dell’opera, per la grande quantità di compositori che lo misero in musica per tutto il XVIII secolo a cominciare da Caldara, ruotano attorno ai temi dell’amicizia, della virtù, della fedeltà e dell’onore in un complesso intreccio di passioni amorose, con travestimenti e una agnizione con perdono che conduce al lieto fine.
Gli interpreti di questa edizione veronese dell’Olimpiade sono Christian Senn (Clistene), Loriana Castellano (Aristea), Josè Maria Lo Monaco (Licida), Nicolò Balducci (Megacle), Benedetta Mazzucato (Argene), Ana Maria Labin (Aminta) e Roberto Lorenzi (Alcandro).
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