Nella Venezia del Settecento, dietro le grate dell’Ospedale della Pietà, una giovane violinista sogna la libertà. È Cecilia, protagonista di “Primavera”, il primo film di Damiano Michieletto, tratto dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa.
L’incontro con Antonio Vivaldi, il “prete rosso”, accende in lei il coraggio di sfidare le regole attraverso la musica.
Un’opera visivamente poetica, con Tecla Insolia e Michele Riondino, fotografia di Daria D’Antonio e musiche originali di Fabio Massimo Capogrosso in dialogo con il repertorio vivaldiano.
Premiato a Toronto e Chicago, “Primavera” è arrivato nelle sale italiane dal 25 dicembre.
Una storia di emancipazione e bellezza, dove la musica diventa libertà.
Giovanni Conti ha incontrato Damiano Michieletto per parlare degli aspetti musicali della pellicola cinematografica.
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