Giorgio Gaber
La Recensione

Giorgio Gaber

Una voce controcorrente

  • Oggi
  • 15 min
  • Paolo Prato
  • Imago Images
Scarica

Il primo gennaio del 2003 se ne andava una delle figure più originali dell’Italia contemporanea. Giorgio Gaber non era solo un cantante e un autore, ma anzitutto era un intellettuale che credeva nella forza del pensiero critico. Aveva scelto la canzone e il teatro per manifestare i suoi dubbi nei confronti della società, dei rapporti umani, dei sentimenti pubblici e privati. Esercitava questa vocazione con ironia e disincanto, senza prendersi mai completamente sul serio. La bibliografia su di lui è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi vent’anni ma c’è sempre spazio per prospettive inedite. Il libro intitolato semplicemente Giorgio Gaber, di Luigi Cuna ed Emanuele Felice (Edizioni Curci) punta su un racconto stringato della sua carriera artistica, intrecciandola con le vicende storiche; su un progetto grafico originale; sui testi (37 brani iconici riportati interamente); sulla meticolosa descrizione di ogni album dal Signor G (1970) a Io non mi sento italiano (2003) – e sulle illustrazioni di Ernesto Anderle, che trasformano cinque canzoni in altrettante storie a fumetto con disegni a tutta pagina di grande impatto.

Tutto ciò, valorizzato da un linguaggio semplice, non accademico, fa di questa novità un potenziale libro di testo che andrebbe adottato nelle scuole superiori, accanto all’antologia di Italiano e al libro di Storia. Non siamo ancora pronti? Non direi. De André, Dalla e molti altri cantautori sono da tempo canonizzati e inclusi nelle antologie scolastiche. Ma nel caso di Gaber, anche la storia dell’Italia contemporanea accrescerebbe il suo appeal se gli studenti dell’ultimo anno l’approfondissero grazie alle sue canzoni e i suoi monologhi. Provare per credere.

Scopri la serie

Correlati

Ti potrebbe interessare