Nelle ultime settimane è stato difficile sottrarsi alla marea di articoli sul duo canadese Angine de Poitrine, pubblicati quasi ogni giorno (in alcuni casi, anzi, più volte al giorno) su newsletter, riviste online, periodici (musicali e non), quotidiani di grande diffusione. Pare che tutto sia iniziato da un video su YouTube, ma il fenomeno è andato ben al di là della reale o presunta viralità di quel contenuto digitale. Qualcosa di simile era successo qualche mese prima per LUX, l’ultimo album di Rosalía, ma la cantante e autrice catalana era già famosa e aveva alle spalle una multinazionale discografica, mentre il duo canadese aveva pubblicato fino ad allora un solo mini-album, autoprodotto. I temi ricorrenti dei numerosissimi articoli erano: microtonalità (l’uso di chitarre elettriche con la tastiera modificata per eseguire intervalli estranei al temperamento equabile), uso di loop station, ritmi ossessivi basati su intrecci di metri additivi, oscuramento delle personalità dei musicisti, travestimenti, asserita provenienza da un pianeta lontano.
Nessuno di questi aspetti era ed è nuovo, e ognuno dei commentatori si è ingegnato a dimostrare come e perché. L’insieme dei contributi critici costituisce un corpus ampio e variegato, che potrebbe essere un interessantissimo oggetto di studio. Per fare solo un esempio, dall’esame dei precedenti indicati per le caratteristiche apparentemente originali degli Angine de Poitrine si potrebbe dedurre con una certa precisione l’anno di nascita di ogni autore degli articoli, e confermare l’assunto che i critici pop-rock (e non solo) pongono al centro dei loro riferimenti la musica che ascoltavano quando avevano tra i quindici e i vent’anni. In questa recensione del secondo album del duo, appena uscito, eviteremo di ripetere quanto è già stato abbondantemente scritto.
Ma, grazie alle risorse e alla cultura musicale curiosa di Rete Due, potremo offrire ai nostri lettori e ascoltatori quello che le decine o centinaia di commentatori non hanno potuto dare: la musica! Sì, perché se è vero che degli Angine de Poitrine si è scritto tantissimo, nelle scorse settimane la loro musica non è stata trasmessa dalle radio: troppo “strana” (?), troppo aggressiva (?), sicuramente troppo lunga. Questa è un’occasione, anche se limitata, per ascoltarla. Copiamo da Wikipedia una lista dei musicisti e dei gruppi che il duo canadese rivendica come influenze importanti: King Gizzard & the Lizard Wizard (gruppo australiano di rock d’avanguardia), Frank Zappa, Leo Brouwer (compositore e chitarrista cubano), John Scofield (chitarrista jazz), e Gentle Giant (il gruppo più amato dai fan del primo progressive rock). Si potrebbe anche applicare a loro quello che Robert Fripp ha detto ironicamente del proprio gruppo (i King Crimson): “heavy metal per adulti”.
Così adesso lo sapete.
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