La Recensione

di Paolo Scarnecchia

Guillaume Dufay (Wikipedia)

La Recensione di Reteduecinque
Da lunedì 05 a venerdì 09 novembre 2018 alle 16:00

Tanburi Cemil Bey (1873-1916), uno degli ultimi esponenti della scuola musicale ottomana, è stato un importante compositore ed un virtuoso degli strumenti a corda, in particolare del tanbur, il liuto a manico lungo che è un simbolo della raffinata e cosmopolita arte musicale del Vicino Oriente turco. In questo disco Ali Fuat Aydin e Cenk Güray rendono omaggio all͛illustre maestro, che era noto anche per le sue grandi doti improvvisative, suonando differenti strumenti della famiglia del bağlama ed esplorando la varietà di ritmi e di melodie della tradizione anatolica e di quella mediterranea e insulare della Turchia.

Bach realizzò una versione liutistica della propria Suite n° 5 per violoncello, e sulla scia del suo esempio il giovane liutista Thomas Dunford ha pensato di trascrivere anche la sua Suite n° 1 per cello, oltre alla lunga Ciaccona͛ della Partita n° 2 per violino, interpretandole con il suo arciliuto. La loro trasposizione liutistica mette in evidenza il contrappunto che nella dimensione lineare della versione originale per strumenti ad arco evoca una armonia latente.

Guillaume Dufay è uno dei più interessanti polifonisti franco-fiamminghi del XV secolo ed operò a lungo in Italia, lavorando per la corte dei Malatesta, dei Savoia e per quella papale, e rendendo omaggio ai suoi committenti attraverso chanson e soprattutto mottetti. Negli anni Settanta Massimo Mila lo definì uno dei più grandi musicisti d͛ogni tempo͛ e il prestigioso ensemble Gothic Voices ha registrato alcune delle più belle e interessanti composizioni del maestro di Cambrai offrendone un ritratto concepito come una festa celebrativa.

Il fascino della musica di Marin Marais  ͚jouer de viole de la Chambre chez le Roi͛ non smette di esercitare la sua magnetica attrazione e di favorire la produzione discografica. L͛ensemble La Rêveuse, diretto da Benjamin Perrot e Florence Bolton ha selezionato composizioni tratte dal Terzo, Quarto e Quinto Libro di Pièces de viole, pubblicati rispettivamente nel 1711, 1717 e 1725 riuscendo ad esprimere la grande varietà di sfumature della elegante e raffinata musica del compositore francese che ha esaltato le qualità sonore della viola da gamba.

La Cappella Neapolitana continua a rivelare i tesori della musica barocca partenopea, come è il caso di Los Santos Niños (1683) l͛oratorio di San Giusto e San Pastore di Donato Ricchezza. Il manoscritto di questa interessante composizione è stato recentemente scoperto dal direttore dello storico ensemble (ex Pietà dei Turchini) Antonio Florio, nell͛archivio napoletano dei Girolamini, i padri oratoriani͛ seguaci di San Filippo Neri. Donato Ricchezza fu allievo di Francesco Provenzale ed era un violinista e compositore di talento che fu al servizio della Chiesa e del convento dei Girolamini ed operò come suonatore sovrannumerario͛ nella Real Cappella del viceré di Napoli.

Ali Fuat Aydin e Cenk Güray, "Öte", Felmay

 

Thomas Dunford – Bach, Alpha

 

Gothic Voices, "The Dufay Spectacles", Linn

 

La Rêveuse, "Marin Marais. Pièces de viole", Mirare

Cappella Neapolitana , "Donato Ricchezza. Los Santos Niños", Glossa

 

Serata evento: Dataland

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