Yo-Yo Ma
Yo-Yo Ma (keystone)

La Recensione

di Valentina Lo Surdo

Da lunedì 14 a venerdì 18 ottobre 2019

Lunedì i nostri ascolti iniziano con il leggendario violoncellista di origini cinesi Yo-Yo Ma, che torna in sala di registrazione con la sua terza interpretazione - da lui definita “la definitiva” - dei sei capolavori bachiani per violoncello solo. "Six Evolutions" rappresenta dunque l’acme di un percorso musicale nel nome del grande compositore tedesco, che ha accompagnato l’evoluzione di questo grandissimo interprete lungo cinquant’anni di carriera.

Martedì è la volta di Alexander Lonquich, pianista che anno dopo anno acquista in maturità e profondità incantando pubblico e critica di tutto il mondo. "1828" rappresenta un tributo di eccezionale valore artistico nei confronti di Franz Schubert e del suo ultimo anno di vita, in cui compose i suoi maggiori capolavori. Ricordiamo infatti che l’avventura musicale del pianista tedesco iniziò sotto il segno di Schubert quando nel 1977 vinse l’edizione del Concorso “Casagrande” di Terni, dedicata proprio al musicista austriaco.

Mercoledì è giornata di jazz, con un disco che ripercorre l’inizio di una folgorante carriera internazionale. La registrazione, datata 1978, è la ristampa rimasterizzata in alta definizione di un vinile che vide Enrico Pieranunzi insieme a Maurizio Giammarco, Roberto Gatto e Bruno Tommaso autori di un disco storico. Testimonianza, anche, del debutto discografico dell’allora ventenne Roberto Gatto e della prima registrazione assoluta di "Night bird”, brano composto da Pieranunzi l’anno precedente che avrebbe fatto innamorare il grande Chet Baker del giovane pianista romano di lì a poco.

Giovedì assisteremo al ritorno discografico, dopo oltre vent’anni, del celebre violinista israeliano Shlomo Mintz. Il progetto-Mendelssohn che lo ha persuaso a tornare in sala di incisione è stato pianificato dal più autorevole interprete del compositore amburghese del nostro tempo, il pianista Roberto Prosseda, e prevede l’esecuzione di brani mai incisi nelle versioni originali, avvalendosi anche delle sonorità morbide e trasparenti di un pianoforte a corde parallele, perfette per un repertorio d’inizio Ottocento capace di sorprendere per la sensazionale ispirazione che colse un compositore poco più che bambino.

La settimana si chiude con un doppio cd che fotografa un’esperienza musicale irripetibile: Kissin e il suo incontro dal vivo con la musica da camera. Il geniale pianista russo infatti non è solito condividere il palco, ma l’intesa con uno dei maggiori quartetti del panorama internazionale ha dato vita a una performance da molti candidata a concerto dell’anno nel 2018. Un programma appassionante e al tempo stesso non scontato è quanto hanno creato i cinque artisti, subito replicato in una preziosa e limitata serie di concerti a Parigi, Vienna, Boston e Monaco.

 

 

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