"Matriz" di Sara Vidal, Sons Vadios (dettaglio di copertina) (sonsvadios.pt)

La Recensione

di Giordano Montecchi

Da lunedì 18 a venerdì 22 ottobre 2021

Lunedì 18 ottobre - Nino Rota, Chamber Music (Alpha Classics)

Paolo Castaldi, grande e ingiustamente ignorato compositore milanese scomparso di recente, li chiamava "gli amati dal pubblico", riferendosi a quegli autori che occupano un posto speciale nel cuore degli amanti della musica e, proprio per questo, spesso deprezzati dall'ufficialità accademica. Nino Rota tiene viva questa tradizione dei compositori amati da grandi e piccini. Questa registrazione dedicata alla sua musica da camera, affidata un vero dream team di solisti, interpretativamente è quanto di meglio si possa desiderare. Ma sbaglierebbe chi misurasse la statura di questo grande compositore dalle pagine di questo album, per quanto deliziose. La storia si ricorderà di Nino Rota, ma lo farà smentendo chi ne snobbava i capolavori per lo schermo.

Martedì 19 ottobre - Sara Vidal, Matriz (Sons Vadios)

Per una nazione, l'aver dato vita a un genere musicale fortemente identitario, antonomastico addirittura, è un privilegio, ma può essere anche una sorta di prigione. È il caso di molti paesi latini o sudamericani: la Spagna col flamenco, l'Argentina col tango. E anche il Portogallo, col fado naturalmente. Benvenuta quindi questa raffinata antologia di musica tradizionale portoghese che Sara Vidal, in modo eloquente, intitola "Matriz" e che svela un panorama inaspettato, prorompente di colori e di felicità.

Mercoledì 20 ottobre - Les inAttendus, J.S. Bach: The Art of Fugue (Harmonia Mundi)

L'Arte della fuga di Bach è un pozzo senza fondo. Alla maniera degli astrofisici, potremmo definirla una "singolarità musicale", dove la materia sonora raggiunge una densità e una forza incommensurabili. Le versioni discografiche, troppe forse, di questo capolavoro assoluto che il suo autore forse non ebbe il tempo, più probabilmente non volle rinchiudere in un organico specifico, non cessano di sbocciare, come fiori a volte solo strani, a volte meravigliosi, altre volte entrambe le cose. Il nome dell'ensemble Les InAttendus è quasi un programma. Ma affidati a fisarmonica, violino e viola da gamba bassa a sette corde quei contrappunti, ancora una volta, svelano una vitalità e un fascino incorruttibili.

Giovedì 21 ottobre - Vítězslava Kaprálová, Waving Farewell (Naxos)

Il nome di Vítězslava Kaprálová figura giusto in una manciata di dischi antologici dedicati alla musica fra le due guerre o alle donne compositrici. Dopo un album dedicato alle pagine pianistiche di questa compositrice, morta venticinquenne nel 1940, questo Orchestral Works della Naxos è il primo album monografico che raccoglie alcune sue composizioni strumentali e vocali per orchestra. Ennesima riconferma di quanto abbia da rivelarci il Novecento musicale.

Venerdì 22 ottobre - Boubacar Badian Diabaté, Mande Guitar - African Guitar Series Volume 1 (Lion Songs Records)

Tra i fenomeni caratteristici della musica africana odierna, sicuramente uno dei più rilevanti è stato ed è l'affermarsi di una vera e propria ondata di valenti chitarristi nelle regioni del Sahel e della prima fascia subsahariana. Boubacar Badian Diabaté, è maliano, di Bamako, e come attestato dal cognome discende da una famiglia di griots. Questo suo "Mande Guitar" è un debutto da maestro, che inaugura un'etichetta e una collana forse doverosa, intitolata "African Guitar Series". Bill Frisell ha detto di lui: “Questa registrazione di Boubacar Badian Diabaté mi fa impazzire. Fa cose che non ho mai sentito fare a nessuno prima”.

 
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