"Complete Piano Works, vol.1" di Dmitri Shostakovich, Stradivarius (dettaglio di copertina) (stradivarius.it)
null

La Recensione

di Anna Menichetti

Da lunedì 25 a venerdì 29 aprile 2022

Lunedì 25 aprile Dmitri Shostakovich, Complete Piano Works, vol.1 (Stradivarius)

Spicca nel mondo sovietico l’arte indiscussa di Dmitri Shostakovich: maestro impareggiabile non solo nella poetica dei suoni ma anche nella grande mescolanza emotiva del grande “secolo breve” – forse persino troppo lungo – che ha scosso gli animi e la creatività: il Novecento. A differenza di altri, Shostakovich, innamorato della sua terra, non lasciò mai la Russia, tormentata da infiniti mutamenti e da brividi bellici tra i più sconvolgenti, almeno fino a oggi. La sua scrittura, in questo primo CD del bravissimo Eugenio Catone, pianista di scuola napoletana, è indagabile fin dai suoi primi fantastici passi giovanili. Autore pragmatico e sensibile al passato, Mitja – come lo chiamavano a casa – espone subito la sua raffinata scelta melodica e armonica, fuori dagli schemi convenzionali e pronta già fin da subito agli slanci modernisti tanto invisi alle autorità. Questa registrazione ci fa amare il suo pianoforte, malinconico e visionario: pieno di sospiro e di energia, di perizia, di conoscenza e di coraggio.

Martedì 26 aprile Pejman Tadayon, Non siamo sufi. Composizioni per Poesie mistiche persiane (Squilibri)

Pejman Tadayon, pittore e musicista di Esfahan, imbevuto di cultura persiana, incontra l’Occidente al quale porge con estrema raffinatezza un sapere di misteri e di misticismo che si sposa con l’arte dei suoni della letteratura e poesia della sua terra. Rumi, Khayyam e altri grandi maestri, i versi dei quali sono cantati in lingua farsi - con traduzione nel libretto -, sono accompagnati da strumenti che si avvicinano fra loro con libertà e gusto: dalla viola da gamba a el oud, al ney al santur e al duduk presenti nel suo eccellente gruppo.

Dipinti e foto completano il raffinato volume di Squilibri che offre sempre apici di assoluta originalità e qualità.

Mercoledì 27 aprile Mozart Requiem K 626 regio di Torino dir. Stefano Montanari (Ed. Regio di Torino e Dynamic)

Con un cast di tutto rilievo, il Teatro Regio di Torino ha eseguito nel 2020 – anno terribilis nella memoria di tutti ma anche momento che provoca timore, nella sua accezione più pura, CD poi pubblicato nel 2022 – il magnifico Requiem di Mozart. Pagina di rilievo, misteriosa ancora oggi, di bellezza suprema nel suo essere incompiuta si fa infinita e per questa ragione eterna, con una interpretazione davvero interessante. Come tutte le pagine estremamente celebri il rischio, nei casi migliori, è di dire ciò che è stato già detto. L’esecuzione del Regio invece pone, ancora una volta, criteri di lettura inattesi e lancia, ancora una volta il sasso nello stagno, per individuare le molteplici possibilità espressive. Ancora una volta, ancora oggi. Golda Schultz, Katrin Wundsam, Martin Mitterrutzner e Nahuel di Pierro sono le quattro belle voci che svettano nel coro diretto dal maestro Andrea Secchi. Stefano Montanari, già molte volte applaudito per scelte coraggiose e intellettuali nel repertorio settecentesco, rileva dal podio un taglio fresco e movimentato nella partitura: ritmi assorti alternati a tempi violenti che muovono la scrittura mozartiana fino alla commozione più pura.

Giovedì 28 aprile Franz Schubert, Sonate D 157 - D 664 – D 850 (RSI Dynamic)

Autore del primo sensibile Ottocento d’arte, Franz Schubert viene offerto, in questa registrazione, con la bellezza del suono del suo tempo. È piacevole immaginare, attraverso l’esecuzione al fortepiano delle sue opere, l’intimità scanzonata e sognante delle sue invenzioni: creature di tanta bellezza che ricevono, ogni volta che vengono eseguite, un nuovo respiro vitale. Così è nella interpretazione di Costantino Mastroprimiano: squisita e arguta insieme, per un autore che soffrì in modo profondo il silenzio delle sue creazioni e seppe, tuttavia, renderle eterne e memorabili. Schubert, più di ogni altro autore romantico tedesco, visse a se stesso sconosciuto, in un limbo artistico composto di fantasmi e immaginazione e tirò le fila del classicismo più perfetto: ne seppe collegare i poli, esprimerne la perfezione, completarne e trasmetterne, in un tramonto tutto personale, la completezza.

Venerdì 29 aprile Nova Guitar Duo, Journey (Stradivarius)

Due chitarre: quella di Nelly von Alven, a sei corde e quella di Luiz Mantovani, a otto corde (chitarra Brahms) che creano delle sonorità così articolate e inaspettate da far sì che questo CD sembri composto da orchestre di fili di seta: più che moderne, più che orientali, persino più che caleidoscopiche! Nova Guitar Duo, dunque, offre un impasto timbrico di splendore e mistero davvero entusiasmante. E gli arrangiamenti, notevoli, dimostrano la perizia e la competenza dei due intelligenti artisti. Nelle scelte troviamo Bartók e Janáček trascritti in modo eccellente e una prima incisione assoluta di Lior Navok, autore israeliano, scritta appositamente per il Duo, il cui titolo – Sarigim – rende, nella traduzione dall’ebraico, perfettamente l’avvolgersi di corde in danze sconosciute: tessuti, viticci intrecciati. Gli effetti acustici di tale CD sono una esplorazione delle possibilità, ancora esistenti, di ciò che non si conosce della magia sonora acustica!