Söndörgő
Söndörgő (Facebook)

La Recensione

Con Paolo Scarnecchia

La Recensione di Reteduecinque
Da lunedì 30 gennaio a venerdì 03 febbraio 2017 alle 16:00

Seguendo il profondo motivo ispiratore della devozione mariana che attraversa l’intero arco creativo della storia della musica occidentale, l’ensemble Gothic Voices ha distillato la pura gioia vocale che risuona nelle creazioni anonime di cantilene, conductus e discanti medievali, e culmina nella successiva eufonia di Power e Dunstable. Fra le musiche antiche brillano alcune composizioni di due interessanti autori contemporanei particolarmente sensibili nei confronti del canto liturgico e della tradizione polifonica, come l’americana Joanne Metcalf e l’inglese Andrew Smith.

Nel 1972 il suonatore di sitar Pramod Kumar, uno dei primi e dei migliori allievi di Ravi Shankar, registrava il suo primo disco. La sua prematura scomparsa nel 1983, all’età di 44 anni, ha finito per mettere in ombra il suo talento, e la pubblicazione in formato digitale del suo esordio discografico consente di ricordare e apprezzare il suo stile e la sua maestria nella esecuzione di due raga, Madhuvanti e Kirwani, accompagnato dalle tabla di Zakir Hussein.

La tradizione musicale ungherese coltivata dalla famiglia Eredics ha spinto i fratelli Áron, Benjamin, Dávid e Salamon a fondare assieme ad Attila Buzás uno dei più interessanti gruppi musicali dell’Europa Orientale, nella piccola città di Szentendre poco distante da Budapest. I Söndörgő si definiscono esponenti della musica tamburitza, che prende il nome dalla famiglia di strumenti a corda diffusi in area serbo croatae bosniaca. Questo disco comprende registrazioni effettuate nel corso di differenti concerti in giro per l’Europa tra il 2010 e il 2015. The Tallis Scholars stanno progressivamente incidendo tutte le messe di Josquin Desprez, il più prestigioso e originale compositore franco-fiammingo attivo nell’Italia rinascimentale. A differenza dei precedenti, questo undicesimo cd contiene due messe. La prima, Di Dadi, prende il nome non dalla melodia della chanson utilizzata come elemento di continuità fra i suoi movimenti, ma dalla presenza della raffigurazione dei differenti lati di un coppia di dadi posti davanti al tenor, a suggerire la durata proporzionale dei valori di esecuzione delle sue note, diversa da un movimento all’altro. Questo lascia supporre che Josquin non solo conoscesse bene il gioco d’azzardo, particolarmente apprezzato nella Milano governata dagli Sforza, ma che la messa possa rappresentare un giocoso omaggio alla illustre casata di condottieri.

Con l’ambizioso intento di interpretare e registrare nel corso del tempo l’intero repertorio dei cinque libri di Pieces de viole di Marin Marais, l’ensemble LAchéron ha dato avvio all’impresa selezionando la quintessenza di queste suites scritte nell’arco di una quarantina d’anni a cavallo tra Seicento e Settecento. L’opera del raffinato musico della camera privata del Re Sole rappresenta l’apoteosi della viola da gamba, e i titoli delle sue composizioni rispecchiano quelli fantasiosi e immaginifici del repertorio liutistico e clavicembalistico francese.

Gothic Voices – Mary Star of the Sea – Linn

Pramod Kumar – Inde du Nord. Raga Madhuvanti, Raga Kirwani – Ocora

Söndörgő – Live Wires – Riverboat Records

The Tallis Scholars – Josquin Masses: Di dadi∙Une mousse de Biscaye – Gimell

L'Acheron – Marin Marais. Pièces favorites – Ricercar

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