Quell’instancabile “laboratorio di ricerca musicale”, come lo chiameremmo oggi, che fu lo Schönbergkreis, la cerchia di Schönberg, costituisce il fiore all’occhiello e anche il canto del cigno della Vienna musicale inizio xx secolo che, mentre l’Impero soffriva e poi crollava, sfornava novità sconvolgenti, marchiando a fuoco in un certo senso il secolo da poco iniziato. Il Leonkoro Quartet, giovane formazione berlinese, ha da poco pubblicato il suo secondo album, con musiche di Alban Berg, Anton Webern e Erwin Schulhoff. Il titolo dell’album è Out of Vienna, il che suona piuttosto curioso, poiché, se Schulhoff è praghese Berg e Webern sono al 100% viennesi e insieme al loro maestro sono addirittura il simbolo musicale della città, ossia la cosiddetta “seconda scuola viennese”.
Le note del disco, pubblicato da Alpha Records, non dicono nulla riguardo al titolo. Rispetto ai tre viennesi quanto a sovversione dei codici, Schulhoff, che pure aveva studiato a Vienna, non era da meno. Ma il suo orizzonte era conflittuale: da un lato la fascinazione per l’atonalità schönberghiana, dall’altro jazz, dadaismo, ballabili e altro ancora che via via lo distanziarono idealmente da Vienna.
Ma non credo sia questa la ragione di quel titolo. Dei quattro titoli contenuti nel disco, il giovanile Langsamer Satz di Webern e la Lyrische Suite di Berg, sono accomunati dall’essere nati in un momento in cui i loro autori erano entrambi perdutamente innamorati. Webern di colei che poi divenne sua moglie. Berg di Hanna Fuchs, una segreta storia d’amore degna di un romanzo, ma soprattutto responsabile di un capolavoro fra i più alti della musica del primo Novecento. Furono amori entrambi difficili, e per assecondare questa “ondata” biografica vien da pensare che molto probabilmente gli innamorati si incontrassero fuori Vienna, Out of Vienna, per l’appunto. Ma a parte le divagazioni da rotocalco, si tratta di un bellissimo album, suonato magnificamente.
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