Budapest Festival Orchestra, Iván Fischer, Igor Levit, Teatro alla Scala 21.03.26 ©Luisa Sclocchis.jpg
La Recensione

Torna al Piermarini, con un omaggio a Sergej Prokof’ev, la Budapest Festival Orchestra

Sul podio Iván Fischer, solista Igor Levit

  • Oggi
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Un Piermarini gremito ha accolto - tra le Orchestre ospiti previste dalla stagione 2025/26 - l’atteso ritorno della Budapest Festival Orchestra, una delle dieci migliori orchestre del mondo come ha qualche anno fa suggerito la rivista britannica Gramophone. Sul podio, colui che nel 1983 l’ha fondata, il direttore di origine ungherese Iván Fischer. Il programma, monografico, in omaggio a Sergej Prokof’ev, ha spaziato dall’Ouverture su temi ebraici op. 34 alla Cenerentola, in una selezione dalle Suite n. 1 op.107 e n. 3 op. 109, passando per il Concerto n. 2 in sol min. op. 16 per pianoforte e orchestra, solista Igor Levit. L’esecuzione di queste note pagine del compositore russo sottolinea, nel complesso, il carattere e la personalità prorompente di un’orchestra estremamente energica, solida e compatta. Le nuance di colori muovono da pianissimo mozzafiato a fortissimo mai gridati. La gioia del “far musica” si legge nelle espressioni, nei volti. Il controllo tecnico è notevole, il disegno musicale tracciato dalla bacchetta diventa forma sonora. Un magico fluido che sinuoso avvolge, trascina. Il pubblico apprezza. Applausi scroscianti ed un toccante bis…

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