di Matteo Tacconi e Giorgio Fruscione

Belgrado sotto le bombe

di Matteo Tacconi e Giorgio Fruscione

Belgrado sotto le bombe (iStock)

Belgrado sotto le bombe

di Matteo Tacconi e Giorgio Fruscione

Il 24 marzo 1999 la Nato iniziò il bombardamento contro la Jugoslavia di Slobodan Milošević, composta dalla sua Serbia e dal Montenegro. Durò fino al 10 giugno. Per 78 giorni, gli aerei dell’alleanza atlantica colpirono fabbriche, siti militari, ponti e infrastrutture del Paese.

I leader occidentali vollero quell’operazione per ragioni umanitarie, per porre fine alla repressione contro gli albanesi del Kosovo, all’epoca provincia della Serbia. Nonostante le bombe, il regime di Milošević non crollò. Ci sarebbe voluto un altro anno per vederne la fine, giunta nell’ottobre del 2000.

La campagna della Nato costituisce ancora oggi una memoria amara per la Serbia e i serbi. Costò la vita a circa 1’000 persone – pur se non esistono stime ufficiali – e fu a detta di molti, anche di coloro che si opponevano a Milošević, una soluzione sbagliata.

A vent’anni di distanza, ripercorriamo gli eventi del 1999 con tre donne di Belgrado: le giornaliste Marina Rakić e Jovana Krstanović, e la giovane attivista per i diritti umani Sofija Todorović. Ai microfoni di “Laser”, raccontano la loro esperienza sotto le bombe.

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