La rotta del Mediterraneo centrale è una delle più pericolose al mondo, secondo l’OIM, l’organizzazione internazionale per le migrazioni. Nelle acque internazionali della zona libica SAR (Search and Rescue), tra marzo e aprile 2026, si è svolta la quarantaduesima missione della Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency. L’imbarcazione ha portato in salvo donne, uomini e minori accompagnati e non, per un totale di settantuno persone. Durante la navigazione la Life Support è stata seguita ripetutamente da imbarcazioni non ben identificabili e dalla Guardia Costiera libica, che ha intercettato e respinto verso la propria terraferma due barche cariche di migranti che rischiavano di affondare, verso cui era diretta la Life Support.
La provenienza da paesi come Mali, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Ciad, Guinea Conakry e Camerun narra di come guerre, instabilità politica, violazione dei diritti umani, crisi climatica e fame siano alla base delle motivazioni che spingono le persone a cercare in Europa un futuro migliore. Lo fanno compiendo viaggi lunghissimi dall’Africa subsahariana fino alla Libia, dove subiscono razzismo, campi di lavoro obbligatori, violenze efferate e detenzioni arbitrarie sia al primo arrivo che ogni volta in cui i libici li intercettano in mare, riportandoli indietro. In questo reportage realizzato sulla Life Support Laser ha raccolto le loro storie, usando nomi di fantasia per tutelarne la sicurezza.
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