Cv-19, miccia della guerra nord-sud

di Guido Piccoli

Quella contro il Cv-19 è stata definita una guerra. Esagerato? Comunque ne ha rinvigorito un’altra, quella del Nord, presumibilmente efficiente, ricco e operoso, contro il Sud altrettanto presumibilmente debole, incapace e fannullone. A causarla la differente incidenza, ancora non del tutto spiegata, del contagio del virus, di dieci, venti e trenta volte superiore, ad esempio, a Milano e dintorni rispetto a Napoli. Ad accendere la miccia, le parole di vari politici e giornalisti su una presunta inferiorità delle genti sotto il fiume Garigliano. Dall’esplosione del contagio sono infatti tante le dichiarazioni -di testa o di cuore o di bile- trasmesse dalle reti televisive nazionali, pubbliche e private. Alcune ben ragionate. Altre inavvertitamente sfuggite: queste ultime ancora più significative, perché testimoni di una cultura, più o meno “sub”, radicata nel Belpaese. Il “Laser” odierno si occupa di questa guerra “nord-sud” proponendo, accanto ad alcune “perle” di banale pregiudizio (per usare una definizione soft), quattro voci di Napoli: da quella del sindaco Luigi de Magistris a quelle di Maurizio Braucci, sceneggiatore di tanti film di successo, di Rosanna La Monica, supervisor della fiction più longeva della televisione italiana, “Un posto al sole”, e di Enrico Rebeggiani, sociologo dell’università Federico II°.