Per Umberto Eco il concetto di memoria era cruciale, ma una memoria intesa come filtro, non come archivio di informazioni. E forse ciò ha a che fare con il desiderio che egli espresse nel suo testamento, ossia che per dieci anni dalla sua morte non si organizzassero iniziative ufficiali su di lui: possiamo intenderlo come un invito a lasciar sedimentare il suo pensiero, a evitare l’afflusso immediato e invadente di luoghi comuni, a non sopraffare il suo lascito culturale con commenti troppo ravvicinati.
Eco è morto il 19 febbraio 2016, e dunque ora è il tempo di ricordarlo, con il discernimento che viene da questo decennale silenzio, per scoprirne la luminosa attualità. La sua capacità di elaborazione del sapere illumina, infatti, anche e ancor più il nostro presente. Tutto ciò emerge in particolare da due volumi appena usciti da La Nave di Teseo, casa editrice alla cui fondazione lo stesso Eco diede un contributo fondamentale. Il primo di questi libri si intitola semplicemente Umberto, lo ha scritto uno degli intellettuali italiani che lo conobbe più da vicino e più continuativamente: lo scrittore, saggista e giornalista Roberto Cotroneo. L’altro è una raccolta di prefazioni che Eco scrisse per testi di altri: L’umana sete di prefazioni. Testi liminari 1956-2015, a cura di Leo Liberti.
Roberto Cotroneo e Leo Liberti saranno entrambi ospiti di questa puntata.
Dieci anni senza Umberto Eco
Laser 19.02.2026, 09:00
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