Giorgio Battistelli, testimone del nostro tempo

di Sabrina Faller

Tra i compositori di teatro musicale che hanno segnato l’ultimo ventennio del Novecento e il primo ventennio del XXI secolo, Giorgio Battistelli è fra i più rappresentati e apprezzati. Nato nel 1953 ad Albano Laziale, formatosi al Conservatorio dell’Aquila e con successivi seminari di composizione in Germania diretti da Stockhausen e Kagel, e a Parigi di tecnica e interpretazione di teatro musicale con Jean Pierre Drouet e Gaston Sylvestre, già nel 1981 si afferma sulla scena internazionale con la sua prima e fortunatissima opera, Experimentum Mundi, ancora oggi allestita nei teatri di tutto il mondo. Autore prolifico e pluripremiato, si misura con una grande varietà di argomenti, tratti dal cinema o dalla letteratura, con Shakespeare, con i temi forti dell’attualità, come il cambiamento climatico, e nulla sembra essergli estraneo. Contemporaneamente si afferma in qualità di direttore artistico: dal Cantiere internazionale d’Arte di Montepulciano, fondato da Henze, alla Biennale di Venezia, dalla Fondazione Arena di Verona all’Orchestra della Toscana. Dal 2020 è direttore artistico del Festival Puccini di Torre del Lago, e lì lo abbiamo incontrato.