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Il jazzista della parola: Walter Chiari

di Marco Costantini

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Il jazzista della parola: Walter Chiari

Laser 16.12.2011, 01:00





Il 20 dicembre 1991 muore a Milano in un residence, in poltrona davanti al televisore acceso, stroncato da un infarto, il re della risata, il divo degli anni 50 e 60, il comico del sabato sera e protagonista di decine di lavori teatrali, film, spettacoli televisivi: Walter Chiari. Al Cimitero Monumentale di Milano, sulla sua tomba, l’epitaffio: ”Non piangete per me: è tutto sonno arretrato”. La sua parabola fortunata comincia alla fine degli anni 40, quando per caso si trova ad intrattenere il pubblico con il suo eloquio moderno già all’epoca. Sino al 1970 conoscerà il grande successo, grandi fortune economiche, grandi amori del jet set. Poi lentamente, l’oblio, la sfortunata vicenda giudiziaria che lo vide assolto ma, a causa dell’ipocrisia di quegli anni, impedì all’attore una piena riabilitazione professionale. Studio Uno, Canzonissima, La via del Successo, Buonanotte Bettina, sono solo alcuni dei titoli evocati dalla puntata di Laser dedicata all’attore: “Il jazzista della parola: Walter Chiari”. Riascolteremo i suoi monologhi più celebri e analizzeremo il suo talento multiforme con Alessandra Comazzi, critico del quotidiano La Stampa.

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