Incontro con Emmanuel Le Roy Ladurie

di Roberto Antonini

Un grande storico che rifugge le luci delle ribalta. Uno studioso che ha segnato con le sue ricerche un’intera generazione di accademici e che ha contribuito a cambiare le modalità di analisi del passato. Nato nel 1929, originario della Normandia, Emmanuel Le Roy Ladurie ha contribuito con il suo maestro Fernand Braudel e con i suoi colleghi di “ Les Annales” (tra cui il grande medievista Jacques Le Goff) alla grande rivoluzione storiografica che ha condizionato l’intero mondo accademico su scala globale. La nuova storia, la storia del lungo periodo, la storia delle strutture porta anche la sua firma. Le Roy Ladurie studia al CNRS e poi all’ École des hautes Études en sciences sociales. Indaga da subito, con la sua tesi di dottorato, sulla microstoria, quella dei contadini del Languedoc. Assurge rapidamente alla notorietà nel mondo accademico ottenendo anche un successo popolare con la sua pubblicazione su “ Montalliou, village occitan” che analizza i resoconti di un vescovo inquisitore all’inizio del XIV secolo, durante l’epoca della repressione contro i catari. Fondamentale è la sua ricerca sulla storia del clima: “ho raccontato la storia della pioggia e del bel tempo” ama dire scherzosamente. Ai microfoni di Roberto Antonini, Le Roy Ladurie si sofferma sul suo mestiere e anche, a tratti, sulla sua propria biografia.
 
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