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L'Italia delle stragi impunite

di Guido Piccoli

L’anniversario è triste e tragico. E purtroppo anche inquietante. Da poco in Italia si sono celebrati i 40 anni delle stragi dell’aereo su Ustica e della stazione di Bologna. Un uomo, a 40 anni, è maturo. L’Italia no. L’Italia è considerata ancora così infantile da non poter sapere la verità su quelle due stragi come sulle altre, compiute prima e dopo, che provocarono centinaia di morti “al momento” e decine di altri poi, vittime di strani incidenti e improbabili suicidi. Benché perennemente invocate, “verità e giustizia” non sono mai arrivate. Quindi, logica vuole che gli stessi protagonisti di quelle stragi e dei depistaggi successivi, che hanno contribuito a costruire una “impunità perfetta”, sono ancora ben forti dentro lo Stato italiano. Di questa realtà angosciosa parlano quattro studiosi, come i giornalisti Andrea Purgatori e Stefano Corradino, l’avvocato ed ex giudice Nicola Quatrano e il docente ed ex deputato Giovanni Russo Spena. Il quadro che ne esce è scabroso, ma anche innegabile. E la prova sta proprio in quei 40, 50 anni senza “verità e giustizia”, nonostante le infinite promesse e richieste fatte dalle più alte cariche dello Stato, che evidentemente, su queste vicende, dimostrano come minimo la loro totale impotenza.

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