Luca Ronconi abita ancora qui

di Sabrina Faller

Non è facile raggiungere il Centro Teatrale Santacristina, nascosto nel verde della campagna umbra, non lontano da Gubbio, collegato al resto del mondo da una strada sterrata che mette a dura prova le auto da città. Ma una volta arrivati si è davanti a un piccolo miracolo che si rinnova ogni anno: quello della Scuola d’Estate voluta da Luca Ronconi una quindicina d’anni fa e che continua ad esistere - com’era sua volontà - anche dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2015. Lo dirige la sua carissima amica e collaboratrice Roberta Carlotto, che ha anche l’onore e l’onere della conservazione e valorizzazione dell’archivio. "Nel 2002, ricorda Roberta Carlotto, Luca Ronconi ed io abbiamo fondato il Centro Teatrale Santacristina, dando vita a un piccolo innovativo ‘sistema teatrale’. Uno spazio di libertà lo chiamava Ronconi: un luogo dove progettare, studiare e anche produrre, senza seguire le regole dei teatri, dove è possibile lavorare con modalità e tempi che altrove sarebbe impossibile mettere in pratica". L’estate scorsa il Centro, che è innanzi tutto una scuola di specializzazione per giovani attori già formati, ha promosso il convegno “Il filo del presente. Il teatro tra memoria e realtà”, e le prove del nuovo allestimento di Carmelo Rifici “Macbeth”, le cose nascoste, in scena al LAC nel gennaio 2020, e "Lo zoo di vetro" diretto da Leonardo Lidi, a breve in scena al LAC. È Roberta Carlotto ad accompagnarci in un affascinante percorso di scoperta degli spazi grandi e luminosi del Centro Teatrale Santacristina, spazi in cui arte e vita si compenetrano per chi lavora, prova e vive questa straordinaria esperienza.

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