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Muzak. Una storia in sottofondo

Nata da un’intuizione del francese Erik Satie

Muzak, una storia in sottofondo

Muzak è il marchio della prima è più importante società di musica filodiffusa che ebbe il periodo di massimo fulgore negli anni ’50 e ’60, soprattutto in USA, ma anche nel resto del mondo. Negli anni Muzak è diventato sinonimo di musica di sottofondo, anzi di “musica da ascensore” (traduzione di “elevator music”), una definizione denigratoria con la quale è stato ribattezzato fin dall’inizio questo particolare tipo di musica easy listening, per lo più strumentale, che da un certo momento storico ha cominciato a essere diffusa dappertutto: negli uffici e negli hotel, nei supermercati e negli aeroporti, e a un certo punto persino nelle stalle. Negli anni ’90 c’è stato un revival del repertorio Muzak con la moda della lounge music, che ha fatto riscoprire al grande pubblico, temi, autori e sottogeneri di quel bizzarro, a volte stucchevole, altre volte sorprendentemente sperimentale filone musicale.

E pensare che la musica di sottofondo, la musica funzionale, esiste da sempre. Il precursore più diretto della Muzak è però indubbiamente il francese Erik Satie, autore nel 1920 del manifesto della “Musique d’ameublement”, ossia la “Musica d’arredamento”. La leggenda vuole che Satie abbia avuto l’illuminazione per la sua musica d’arredamento durante un pranzo con il pittore Fernand Léger. Muzak, una storia in sottofondo è un viaggio avvincente a due voci, una produzione originale del duo Cappa e Drago (il produttore, regista, autore radiofonico Gaetano Cappa e lo scrittore, giornalista e autore radiofonico Marco Drago).

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