Il 4 luglio del 1776, due secoli e mezzo fa, le colonie britanniche del Nord America proclamarono a tutto il mondo la loro indipendenza dalla madrepatria, aprendo la via alla nascita degli Stati Uniti. Quella decisione fu riassunta e spiegata in una dichiarazione solenne, che soprattutto nel preambolo combina in modo profondamente originale una visione religiosa eterodossa, i principi dell’illuminismo e lo stesso spirito di libertà della storia inglese. Naturalmente, come sempre accade, questi principi sono stati poi applicati selettivamente, adattati ai tempi, spesso promossi e difesi, altrettanto spesso traditi. Ma anche per questo il 4 luglio è la festa nazionale per eccellenza. Ogni ricorrenza di quel gran giorno è stata occasione di confronto e di scontro politico; in tempi e modi diversi, ma con spirito spesso affine, neri, nativi, donne e lavoratori hanno proposto nuove letture, più larghe e inclusive, come ha ricostruito Arnaldo Testi.

Niente più ius soli statunitense?
Alphaville 06.04.2026, 12:05
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Ma è anche vero che ora la presidenza Trump, attraverso il nuovo progetto politico MAGA, sembra voler rimettere in discussione questa stagione di integrazione e inclusione, come spiega Mario Del Pero. Tanto che ci chiediamo: gli Stati Uniti sono ancora capaci di raccontarsi attraverso una promessa comune?
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