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l’Italia del Divo Giulio

Tra grandezza, corruzione e scandali, storia di un'epoca- di Roberto Antonini

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Un simbolo, uno statista senza pari, un uomo che ha attirato su di sé simpatie e antipatie, ammirazione e repulsione. Giulio Andreotti ha marcato la storia italiana per oltre mezzo secolo. Sulla scena politica è stato più longevo della regina Elisabetta. Il Divo Giulio, se ne è andato all’età di 94 anno. Al parlamento dal lontano 1946, ha ricoperto per 7 volte la carica di premier e 21 volte quella di ministro. L’inossidabile Giulio, l’enigmatico politico, ha guidato il paese nei momenti più caldi del dopoguerra. Accusato di collusione con la mafia ( assolto 10 anni fa dalla Cassazione), fautore della linea dell’intransigenza durante il sequestro di Aldo Moro, cattolico praticante, democristiano sin dagli inizi, Andreotti era considerato un politico machiavellico, abile, intelligente, scaltro quanto cinico. Capace di star sempre a galla. Era stato battezzato “l’inossidabile”. Laser propone ricorda questa grande figura dell’Italia contemporanea con i professori Maurizio Viroli, direttore dell’Istituto di Studi Mediterranei, Piergiorgio Zunino dell’Università di Torino e Roby Ronza, politologo, esponente di Comunione e liberazione e editorialista del Giornale del Popolo.
Riascolta la lunga intervista rilasciata dall’allora 90enne Senatore a Giovanna Riva nel 2009

l’Italia del Divo Giulio: tra grandezza, corruzione e scandali, storia di un'epoca

Laser 07.05.2013, 02:00

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