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Educazione e potere

di Michela Daghini e Sabrina Faller

Che cosa significa educare? Da sempre famiglia e scuola sono i due luoghi preposti all’educazione del bambino e dalla metà del secolo scorso i metodi educativi sono cambiati fino a svilupparsi in modo diametralmente opposto rispetto ai secoli precedenti, passando dall’autoritarismo al permissivismo. E tuttavia l’educazione attraverso alla violenza è tutt’altro che inesistente alle nostre latitudini: non passa giorno che non si abbia notizia di bambini maltrattati, umiliati, feriti e purtroppo anche uccisi dai loro stessi genitori che infliggono punizioni corporali ‘a scopo educativo’. La scuola è stata attraversata dalla medesima temperie, che ha il suo spartiacque nel ’68, e a tutt’oggi i docenti sono investiti di sempre nuovi incarichi e responsabilità, in una società che viaggia ad alta velocità e non prevede più tempi lunghi per lo studio, complice lo sviluppo delle nuove tecnologie. Il rapporto fra genitori e figli, fra docenti e studenti - senza dimenticare una classe politica che ha fatto della scuola un vero e proprio campo di battaglia - rimane uno dei cardini fondamentali per riflettere sull’educazione oggi. E alle molte domande sul tema abbiamo invitato a rispondere la giornalista Francesca Mandelli, che ha appena dato alle stampe il volume “La culla degli obbedienti. Un’inchiesta sui rapporti tra educazione e potere”, pubblicato da Casagrande; la filosofa Lina Bertola e la psicoterapeuta Ornella Manzocchi.

 

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