La ferrovia svizzera: mito, realtà e futuro

di Mattia Pelli

Il 1. giugno 2016 veniva inaugurata la galleria di base del Gottardo. Tre anni dopo, nel 2019, la pandemia da COVID-19 ha costretto milioni di persone a casa, provocando anche notevoli perdite finanziarie alle Ferrovie Federali svizzere: nel 2021 il numero di persone sui treni e nelle stazioni è diminuito di un terzo rispetto al periodo precrisi. FFS Cargo Svizzera ha registrato una stagnazione mentre il calo della domanda ha causato perdite per 325 milioni di franchi. Eppure la ferrovia – in tempi di crisi climatica – mantiene la sua centralità come mezzo di trasporto ecologico. Quali sono dunque le prospettive futuro? Sarà il tema di “Moby Dick”, curato da Mattia Pelli, i cui ospiti saranno Walter Finkbohner, dirigente a riposo delle FFS, con un’enorme conoscenza del sistema ferroviario non solo svizzero ma anche internazionale, al quale ha dedicato numerose pubblicazioni e Gerhard Lob, giornalista che ha collaborato con numerose testate e che è redattore del trimensile "infofForum" rivista per gli utenti del trasporto pubblico e presidente della associazione Giornalisti di trasporto pubblico (Bahnjournalisten Schweiz).

Flora ferroviaria è un termine coniato da Ernesto Schick, botanico per diletto, che studiò negli anni Settanta del secolo scorso la flora attorno alla stazione di Chiasso notandone la grande biodiversità che viaggiava lungo i binari. Parleremo di questo tema affascinante con Nicola Schönenberger, biologo, ricercatore, ex conservatore di Botanica del Museo Cantonale di Storia Naturale e direttore del giardino botanico di Ginevra.