Il tema dell’esilio è da sempre presente nella letteratura: da Dante a Ungaretti, da Ágota Kristóf a Herta Müller fino alla scrittura postcoloniale dei nostri giorni. I motivi dell’espatrio possono essere molteplici, ma sempre l’esperienza del dislocamento geografico coinvolge una profonda ridefinizione del proprio rapporto con la lingua. Lo dice in modo limpido il poeta Iosif Brodskij, costretto, nel 1972, a fuggire da Leningrado verso gli Stati Uniti, a causa delle persecuzioni politiche da parte del regime sovietico «la condizione che chiamiamo esilio è, prima di tutto, un evento linguistico».
Durante questa puntata di “Moby Dick” parleremo della funzione testimoniale della scrittura dell’esilio, ma anche del suo farsi reagente per rielaborare l’esperienza del trovarsi in ‘terra straniera’, aprendo uno spazio di riflessione sulle lingue, sulle identità e sulla memoria.
Ne parleremo con Silvia Tatti, professoressa di letteratura italiana alla Sapienza di Roma, e autrice del libro Esuli. Scrittrici e scrittori dall’antichità ad oggi (Carocci, 2021) e con Tiziana De Rogatis, professoressa di letterature comparate all’Università per Stranieri di Siena, autrice di Homing. Ritrovarsi. Traumi e translinguismi delle migrazioni in Morante, Hoffman, Kristóf, Scego e Lahiri (Edizioni Università per Stranieri di Siena, 2023).
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