Lungo tutta la nostra storia, i riti hanno svolto una funzione fondamentale nella vita sociale, rafforzando l’identità, promuovendo il senso di appartenenza, favorendo la collaborazione. Molti di questi rituali avevano in origine una dimensione religiosa, che la modernità ha poi trasformato e secolarizzato. Nasce da qui una domanda fondamentale, alla quale cerca di rispondere l’antropologo Stefano Allovio: in una società sempre più laica e individualista, che spazio conservano i riti? E ancora — ne discutiamo con lo storyteller e comunicatore Cristiano Carriero — i rituali riescono a radicarsi nello spazio intangibile nella rete, dei social media? Anche la politica, spiega la filosofa Giorgia Serughetti, si sostiene attraverso simboli, slogan e gesti ripetuti: bandiere, inni, congressi, manifestazioni. E se oggi alcune di queste pratiche simboliche mostrano segni di stanchezza, al tempo stesso cerchiamo continuamente di creare nuovi riti civili, urbani, comunitari; senza dimenticare che i riti uniscono e danno forma alla comunità, ma possono anche dividere, polarizzare, generare fanatismo.
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