Dall’aspetto di Piccolo Principe delle sue prime incredibili performance da “enfant prodige” a quello di biondissimo giovane uomo che sul palco ammalia abbandonando la timidezza per lasciar unicamente spazio all’incredibile talento. Alexander Malofeev, pianista di origine russa, continua a dar prova - oggi da affermato protagonista del panorama musicale internazionale - non solo di grande precisione tecnica ma anche di incredibile maturità interpretativa. «Ovviamente quando sono sul palco tecnica e musica sono tutt’uno, perché non avverto il pianoforte come qualcosa tra me e la musica. Bensì come parte della mia pelle. Ho nella mente solo musica che mi piace ascoltare insieme al pubblico. E l’idea della tecnica? È non pensare alla tecnica». Questa la sua semplice spiegazione di tanta facilità e del suo speciale approccio al fare musica. Lo abbiamo incontrato in occasione del suo recente concerto per la Società del Quartetto di Milano interprete, in duo con la violinista María Dueñas, di celebri pagine di Franz Schubert, Claude Debussy e César Franck.
ASCOLTI:
Dal doppio CD box: Alexander Malofeev – forgotten melodies – Sony Classical
Ascolto n. 1
CD I, traccia 01: Mikhail Glinka – The Lark – No. 10 from A Fairwell to Saint Petersburg transcribed for solo piano by Mily Balakirev, B-flat minor – Andante quasi recitativo, Andantino [5’30]
Ascolto n. 2
CD I, traccia 08: Nikolai Medtner – Forgotten Melodies, op. 38 – No. 3 Danza Festiva – Presto (sempre al rigor di tempo) [6’14]
Ascolto n. 3
CD II, traccia 14: Alexander Glazunov – Valse – No. 3 from 3 Miniatures, op. 42 – Allegretto – Animato – Tempo I [3’55]
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