Musicaviva

Con il Duo Wymola 

livestreaming_musica_viva_fogato-rondoni

Mattia Fogato, chitarra
Giulio Rondoni, violoncello

Il giovanissimo Duo Wymola, formato dal chitarrista ticinese Mattia Fogato e dal violoncellista perugino Giulio Rondoni, nasce dall’incontro al seminario L’arte di presentarsi, organizzato dal Conservatorio della Svizzera italiana e curato dalla carismatica mezzosoprano e pedagoga di origine ceca Eva Wymola, che ha fatto del palcoscenico il suo regno incontrastato e che ha trasmesso a generazioni di giovani musicisti il suo sapere, la sua arte, la sua esperienza sulle leggi del palco. Proprio da questa straordinaria artista i due giovani musicisti hanno preso ispirazione per il nome della loro formazione.

La sintonia strumentale e il rapporto d’amicizia coltivato poi durante gli anni di studio al Master of Arts in Music Perfomance - Mattia è stato allievo di Lorenzo Micheli; Giulio di Enrico Dindo- hanno ulteriormente cementato il sodalizio musicale, portando il Duo a intensificare eventi e concerti pubblici sul territorio svizzero italiano, confermando anche nella formazione a due il loro talento che li ha visti individualmente vincere concorsi giovanili nazionali e internazionali.

Risulta quasi uno sbocco naturale allora l’approdo al format mensile “live” MusicaViva per esibirsi allo Studio2 della Radio RSI RSI e raccontarsi al microfono di Barbara Tartari.
In quest’occasione il Duo ha deciso di presentarsi e raccontarsi con un programma che ci conduce dal periodo romantico alla musica del ‘900.
Il percorso si apre con tre perle del repertorio di metà Ottocento per chitarra e violino (qui eseguiti al violoncello), i 3 Notturni “dédiés à Monsieur le Vicomte Gabriel Molitor” (1841) del compositore tedesco, ma attivo a Parigi, Friedrich Burgmüller, e con un salto temporale di mezzo secolo, di continente e di genere, inanella la Sonata per violoncello e chitarra del noto compositore brasiliano Radamés Gnattali, figura centrale di congiunzione tra il repertorio colto e quello popolare. L’itinerario musicale rimane poi nel solco dell’estrazione popolare e con un balzo di un altro mezzo secolo ci conduce nell’universo del compositore e chitarrista di origine serba, Dušan Bogdanović, autore versatile e amatissimo dai chitarristi per il suo stile unico, che unisce matrici diverse: suoi i Quattro pezzi intimi per cello e chitarra, composti tra il 1982 e il 1997. L’esibizione si concluderà con un brano che ci riporta simbolicamente a casa: Alfonsina y el mar di Ariel Ramírez, pezzo iconico che ricorda la tragica figura della poetessa e drammaturga di origini capriaschesi Alfonsina Storni, lasciatasi morire in mare a soli 46 anni, inghiottita dalle fredde acque di Mar del Plata.

Scopri la serie

Correlati

Ti potrebbe interessare