Ridotto dell'opera

Molti rischi e poca noia. Sarà sempre un’avventura

Mezzo secolo di teatro in un libro Carlo Fontana 

ridotto dell'opera

«Creare una comunità di persone che lavorino bene, si sentano a proprio agio e, soprattutto, sostenute non solo dal pubblico ma anche dalla dirigenza del teatro, è fondamentale». È questo, secondo Carlo Fontana, il cuore del lavoro di chi dirige un teatro d’opera: costruire le condizioni perché il talento degli artisti possa esprimersi al meglio all’interno di una dimensione collettiva e sociale. Naturalmente, c’è molto altro: coniugare passato e presente, affrontare i cambiamenti e, soprattutto, trovare e gestire le risorse economiche. Fontana, che ama definirsi con semplicità un operatore culturale — ruolo che lo ha portato a essere sovrintendente di diverse istituzioni italiane, tra cui la Scala, e anche a dirigere una casa discografica — riflette su tutto questo nel suo libro Sarà l’avventura. Una vita per il teatro, pubblicato dal Saggiatore. Ne parliamo con lui al Ridotto dell’opera, seguendo il filo del suo lavoro con cantanti e direttori, da Franco Corelli a Mariella Devia, da Luciano Pavarotti a Mirella Freni a Claudio Abbado, ripercorrendo le memorie di un operatore culturale che è stato ed è, innanzitutto, un grande appassionato d’opera.

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