Le parole dell’arte

di Monica Bonetti

L’arte parla un linguaggio tutto suo. Non solo perché naturalmente si esprime per immagini, ma anche perché utilizza una terminologia che ai non iniziati a volte sembra ostica se non francamente élitaria.
È vero che molti termini tra quelli comunemente utilizzati sono ad esempio in francese o in inglese, a dipendenza di quando siano entrati in voga, ma non è soltanto una questione di conoscere o meno una lingua straniera. A volte l’uso che si fa di un certo termine è specifico dell'ambiente artistico, è una lingua comune tra chi frequenta gallerie e aste, che disinvoltamente ne percepisce le sfumature, mentre suona quasi incomprensibile agli altri.

Alla lingua dell'arte e del suo mercato ha recentemente dedicato un mini-dizionario Marco Riccòmini (Un breve incanto, La nave di Teseo) in cui leggerezza e ironia accompagnano la spiegazione precisa di origine e storia di alcune espressioni celebri e di altre quasi del tutto sconosciute ai profani.

Insieme a Flaminio Gualdoni – critico e  storico dell’arte a sua volta autore di un Dizionario dei termini artistici – Riccomini è ospite di questa puntata di Voci Dipinte che attraverso il gergo si interroga sui misteri e i retroscena del mercato dell'arte .

In apertura visita con la sua curatrice Maria Cristina Terzaghi alla mostra "Caravaggio e Artemisia: la sfida di Giuditta" allestita a Roma a Palazzo Barberini fino al 27 marzo 2022.