“La lamentatio circa lo stato della critica d’arte, che manca, è mediocre o assente, è un sottogenere letterario in voga.” Scrive lo storico dell’arte Michele Dantini “I punti di vista sono molteplici, persino concorrenti. Sembrano tuttavia convergere in un’amnesia. (…)“
In questa puntata di Voci Dipinte interroghiamo la critica d’arte non solo come genere, ma anche come ruolo di responsabilità verso le opere e verso gli artisti. Parliamo di indagine poetica e discorsi retorici, di crisi della figura del critico d’arte ma anche di opportunità da riscoprire.
Il tema è complesso e suscita spesso opinioni conflittuali, come dimostra il confronto fra i nostri due ospiti:
Angela Vettese, critica e storica dell’arte italiana, fondatrice e coordinatrice del corso magistrale di Arti visive presso l’università di Venezia Iuav, autrice di libri come “Capire l’arte contemporanea” (Allemandi), “Arte contemporanea tra mercato e nuovi linguaggi” (Il Mulino), “La rivolta del corpo - gli artisti che lo hanno usato, spinto al limite, liberato” (Editori Laterza)
Michele Dantini, storico e critico d’arte, saggista, Professore ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università per Stranieri di Perugia e alla IMT Scuola Alti Studi Lucca, autore di libri come e “Arte e sfera pubblica” (Donzelli), “Storia dell’arte e storia civile” (Il Mulino), “Le forme del divino” (Il Mulino).
L’inserto della settimana ci porta al Kunsthaus di Zurigo, dove è allestita “The Histories”, la prima grande retrospettiva in area germanofona dedicata all’artista afroamericano Kerry James Marshall: un viaggio fra tele monumentali, riferimenti alla cultura pop e riflessioni su rappresentazione, potere e appartenenza. Marshall mette al centro della propria opera corpi, memorie e identità troppo a lungo esclusi dalla narrazione occidentale. Emanuela Burgazzoli ha incontrato la curatrice Cathérine Hug.
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