La censura nella musica è un tema che ha attraversato la storia del teatro musicale e dell’opera, ma che raramente viene affrontato come chiave di lettura critica del repertorio e delle pratiche contemporanee. Alla censura esplicita, divieti, tagli, interdizioni, si affiancano infatti forme più sottili di controllo, sorveglianza e autocensura che hanno inciso, e continuano a incidere, sui contenuti, sui linguaggi e sulle modalità di rappresentazione della musica in scena.
Da queste premesse prende avvio la nuova puntata di “Voi Che Sapete”, che propone una riflessione sul rapporto tra musica, potere e libertà espressiva a partire dal libro Arte sorvegliata di Fabrizia Spada, edito da Zecchini. Il volume offre lo spunto per interrogarsi sui dispositivi, istituzionali, politici, morali e culturali, attraverso cui l’arte viene osservata, regolata e indirizzata, con particolare attenzione al teatro e all’opera come luoghi storicamente esposti al conflitto tra creazione artistica e controllo sociale.
La discussione si muove tra passato e presente: dall’opera come spazio di allusione e critica indiretta, capace di aggirare i vincoli imposti dal potere, fino alle riscritture, alle versioni “accettabili”, ai compromessi e ai silenzi che hanno segnato la scrittura e la messa in scena delle opere.
Lucia Bentoglio ne discute insieme a Fabrizia Spada, autrice di Arte sorvegliata, e a Nicola Cattó, giornalista e direttore della rivista “Musica”.
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