Dopo aver raccontato, la scorsa settimana, il cambiamento dei festival a partire dal caso Estival Jazz — tra fine di un’epoca e nuovi equilibri economici — oggi proviamo a spostare lo sguardo.
Non più solo sui modelli organizzativi, ma sul cuore della questione: il rapporto tra il jazz e chi lo ascolta.
Il jazz sta davvero perdendo il suo pubblico, o è il pubblico che non riconosce più nel jazz qualcosa di necessario?
Manca oggi una forza innovativa capace di ridefinire il linguaggio, o il linguaggio è vivo ma non riesce più a incidere sull’immaginario collettivo?
La crisi della discografia ha colpito il jazz più di altri generi, o ha semplicemente reso visibile una trasformazione più profonda?
Perché altre musiche continuano a costruire comunità, mentre il jazz fatica a farlo: è una questione di accessibilità, di contesto, o di racconto?
E infine: il jazz oggi è ancora musica del presente, o è diventato soprattutto memoria?
Ne parliamo a “Voi che Sapete” con il giornalista e saggista Alceste Ayroldi e la musicista e preseidentessa del MIDJ Susanna Stivali.
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