Se viaggiare in aereo sembra stressante già solamente per andare in vacanza, immaginatevi dover viaggiare con uno strumento musicale dal valore inestimabile…
Prendere l’aereo fa parte della quotidianità del musicista, abituato a viaggiare per concerti, tournee, progetti vari. Per un musicista di spicco, prendere l’aereo è imprescindibile ma allo stesso tempo si tratta di una delle situazioni più stressanti.
Strumenti caricati in stiva, seppur imballati in apposite custodie performanti, rischiano di andare persi o di venir danneggiati prima durante e dopo lo sbarco. Ma anche per strumenti più maneggevoli che possono essere portati in cabina la situazione non è rosea. Molte compagnie non hanno normative precise per quanto riguarda il trasporto di strumenti come bagagli a mano e il conseguente rischio di non trovare spazio in cappelliera è molto elevato. Infiniti, dunque, i rischi e le situazioni di stress per chi viaggia con strumenti dal valore spesso inestimabile.
Quasi ogni musicista conosce diverse “storie dell’orrore” legate all’aereo, spesso vissute in prima persona o da colleghi.
Un esempio recente riguarda la violinista Caroline Widmann che l’anno scorso è stata obbligata dal personale di bordo di un volo Lufthansa a portare a bordo il suo violino (uno strumento del Settecento di Giovanni Battista Guadagnini) senza la custodia protettiva, giudicata troppo ingombrante. Il putiferio suscitato da questo evento sembra aver portato ora a dei cambiamenti: Lufthansa ha annunciato un cambiamento di regole per gli strumenti come bagaglio a mano sui propri voli.
Vogliamo allora parlare dei dolori del musicista in aeroporto in questa puntata di “Voi che sapete”. Martino Donth e Barbara Tartari saranno in compagnia di due ospiti con molte esperienze al riguardo: Luisa Sclocchis, critica musicale e oboista e il violinista e direttore d’orchestra Bors Begelman, fondatore dell’ensemble Arsenale Sonoro.
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