musica rock, concerto live, chitarra elettrica, chitarrista, basso
Voi che sapete...

Incroci del presente

Quando la musica rompe le barriere: il crossover come chiave di lettura della musica contemporanea

  • Oggi
  • 37 min
  • Barbara Tartari e Giovanni Conti
  • iStock
Scarica

Nel corso del Novecento la musica ha vissuto un processo di trasformazione profonda, che ha portato alla progressiva erosione dei confini tra generi e linguaggi. In questo contesto, il concetto di crossover assume un ruolo centrale: indica l’incontro, più o meno consapevole, tra mondi sonori tradizionalmente separati, come la musica colta e quella popolare, il jazz e il rock, le tradizioni etniche e le sperimentazioni elettroniche. Più che un genere vero e proprio, il crossover rappresenta un modo di pensare la musica come spazio aperto, permeabile, capace di inglobare influenze molteplici.

Le sue radici affondano già nei primi decenni del secolo, quando compositori come George Gershwin o Darius Milhaud iniziano a integrare elementi della musica afroamericana all’interno della forma classica e, parallelamente, musicologi e compositori come Béla Bartók raccolgono la tradizione popolare dell’Europa orientale per farne un elemento strutturale della propria scrittura, dimostrando che la musica colta non solo può dialogare con il folklore, ma può nutrirsene per rinnovarsi.

Questo processo, passando da Frank Zappa e Friedrich Gulda e molti altri, non si è interrotto con la fine del secolo: al contrario, ha preparato il terreno al panorama musicale contemporaneo, in cui la “contaminazione” è ormai una condizione naturale della creazione artistica.

Barbara Tartari e Giovanni Conti ne parlano con il musicologo Giordano Montecchi, musicologo e storico della musica da sempre interessato alle innumerevoli diramazioni della contemporaneità, e la critica musicale Luisa Sclocchis.

Scopri la serie

Correlati

Ti potrebbe interessare