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L’eco gentile di Angelo Foletto

In ricordo di un critico gentile e instancabile viaggiatore della musica, che trasformava ogni ascolto in conoscenza e ogni incontro in amicizia

  • Oggi
  • 36 min
  • Barbara Tartari e Giovanni Conti
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Oggi ricordiamo Angelo Foletto, una delle voci più autorevoli della critica musicale italiana, scomparso venerdì 30 gennaio a Milano.

Figura centrale per decenni, Foletto è stato critico di La Repubblica sin dagli anni della sua fondazione e dal 1978 firma di riferimento per opere, concerti e vita musicale.

La sua attività è stata vastissima: ha lavorato negli archivi dell’Angelicum, del Teatro alla Scala e della Casa Musicale Sonzogno; è stato docente al Conservatorio di Milano e alla Scuola Holden; ha collaborato con riviste come Musica Viva — di cui fu vicedirettore — Musica, Amadeus, Classic Voice, Suonare News e con la Rivista del Teatro alla Scala.

Per anni è stato una delle voci e dei volti della divulgazione musicale: conduttore radiofonico per Radio3 e per la nostra Radiotelevisione svizzera, ideatore di Prima delle prime e speaker dei Concerti della Domenica su Rete4. Scrittore prolifico, ha firmato volumi dedicati a Carlo Maria Giulini, Claudio Abbado, Maurizio Pollini, oltre a saggi e interviste ormai punto di riferimento.

Dal 1996 al 2023 è stato Presidente dell’Associazione Nazionale Critici Musicali e poi della giuria del Premio Abbiati, guidando il mondo della critica con autorevolezza e capacità di dialogo.

Il suo legame con la Scala è stato profondo: da giovane archivista, poi presenza costante nelle sale e in tournée, collaboratore della Filarmonica della Scala e voce delle introduzioni ai concerti. Un rapporto che è anche personale: l’amicizia con Riccardo Chailly nasce sull’Altipiano di Ledro, dove Foletto era nato e dove aveva coltivato l’amore per il Coro della SAT e per le sue radici trentine.

Foletto era critico militante, sempre in viaggio tra teatri e sale, capace di ascoltare tutto: dalle Prime della Scala ai cori amatoriali. Era apprezzato per la sua analisi limpida, per la cultura vastissima e per la capacità di non usare mai parole feroci, nemmeno quando un’esecuzione non lo convinceva. Negli ultimi anni aveva continuato a scrivere anche attraverso il suo blog Acuti.

Affidiamo ai critici musicali Andrea Ottonello e Carla Moreni il ricordo di una figura rara: schietta, generosa, capace di unire, e profondamente innamorata della musica e del suo racconto.

In studio Barbara Tartari e Giovanni Conti.

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