La canzone balneare compie 60 anni

di Claudio Farinone e Giovanni Conti

Il fenomeno della canzone balneare è un'invenzione italiana che non ha riscontro in altri paesi. Nasce nei primi anni Sessanta ed è uno dei segni più visibili del boom economico: Esalta il senso di libertà generato dalle vacanze di massa (una novità assoluta per gli italiani) e la trasformazione della spiaggia in terreno di conquiste, pista da ballo, luogo di trasgressione dove gli amori nascono e finiscono nell’arco di una stagione. Spesso associata a film e commedie, alla scoperta del corpo e dei balli stagionali e all'esaltazione della condizione giovanile, la canzone balneare di successo crea a sua volta il fenomeno del “tormentone”, destinato a durare una stagione intera e a confluire nel serbatoio dei “classici. La nascita del filone estivo risale esattamente a 60 anni fa quando Nico Fidenco con Legata a un granello di sabbia, firmo il primo 45 giri italiano capace di superare il milione di copie. Ma fu il 1962 a certificare un “miracolo”, non solo economico ma di costume: l’anno del twist, del Sorpasso e delle prime vacanze di massa con i juke-box che sparavano le canzoni di Edoardo Vianello, Peppino Di Capri e dei Marcellos Ferial. La voga balneare prosegue ininterrotta lungo tutto il decennio per poi sgonfiarsi sotto il peso di eventi sociali e politici che orienteranno il mondo della canzone verso altri “lidi”. Ma di tanto in tanto la voglia d’estate riappare sotto forma di revival – i Righeira negli anni Ottanta; Raphael Gualazzi, Baby K e una nuova generazione sospesa fra pop e trap riscoprono il fascino di canzoni “usa e getta” che segnano il lungo Carnevale degli italiani. Per analizzare aspetti artistici e sociologici di questo singolare fenomeno musicale, avremo con noi lo stesso Nico Fidenco e il musicologo Paolo Prato.