Olivier Messiaen (Keystone)

Messiaen, la musica contro i totalitarismi

di Giuseppe Clericetti e Giovanni Conti

15 gennaio 1941, Campo di concentramento nazista di Görlitz, temperatura esterna - 15, baracca 27B, Olivier Messiaen esegue per la prima volta il suo "Quatuor pour la fin du temps". Il pubblico è un centinaio di prigionieri di guerra ai quali il compositore spiega che l'ispirazione era tratta dalla figura dell’Angelo che nel biblico Libro dell'Apocalisse annuncia la fine dei giorni.

80 anni esatti da quello che fu un evento storico il cui valore rimane intatto – se non maggiorato – fino ad oggi e si pone come occasione privilegiata per riflettere su come nei momenti di totalitarismo, anche la musica e la cultura siano stati vittime e motivo di persecuzione. E proprio dalla musica e dalla cultura parte la discussione odierna di "Voi che sapete", ricordando quell'esecuzione al fine di sottolineare la necessità di recuperare il senso autentico della musica, dell'arte e della cultura come vertici della libertà  e della creatività umana. Giuseppe Clericetti e Giovanni Conti ne parlano con Pierre-Laurent Aimard, pianista tra i massimi interpreti delle creazioni di Messiaen e lo storico e critico musicale torinese Giorgio Rampone.

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