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"WOODSTOCK, 50 anni di pace, amore e musica” a cura di Rete Uno

Venerdì 16 agosto, laRotonda

Fu la classica tempesta perfetta quella che si abbatté su Bethel, nei pressi di Woodstock, Stato di New York nell’agosto del 1969. Enormi problemi di viabilità, causati da una quantità di gente che si riversò sul Festival, servizi igienici insufficienti, acqua e assistenza medica scarse, sicurezza inesistente. Aggiungete alcune “defaillances” dell’ultima ora e, a complicare il tutto, la pioggia che trasformò i campi della fattoria di Max Yasgur in una distesa di fango nella quale grufolare allegramente.

Eppure, in quei giorni si consumò il festival per antonomasia, quello che più di ogni altro entrò nella leggenda col nome di Woodstock, tre giorni di pace, amore e musica. E ci entrò non fosse per l’assoluta qualità delle performance che gli oltre 30 artisti regalarono al pubblico: da Hendrix a Santana, da Joe Cocker agli Who, da Janis Joplin ai Jefferson Airplane. Woodstock rimane il più importanti e significativo festival della storia, quello che ha modificato la cultura e l’iconografia della fruizione della musica dal vivo.

 

E ricorderemo quel fine settimana di 50 anni fa il 16 agosto grazie alle competenze, alla verve e al “sapere” di Ezio Guaitamacchi che è giornalista, scrittore, critico musicale, musicista, docente e soprattutto un grande narratore. Ezio ha allestito uno spettacolo, un racconto avvincente, ricco di dettagli, aneddoti, storie per farci vivere grazie anche ai suoi musicisti il più famoso festival della storia.

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