Da quale prospettiva osserviamo ciò che sta succedendo in queste ore nel Medio Oriente e altrove. altriluoghi vi porta a comprendere come si va in guerra. E come mai si assiste a una forma di banalizzazione di un conflitto. Mai come in questa fase storica siamo invasi, sommersi da immagini relative a conflitti in corso, mai come oggi ci confrontiamo anche con immagini costruite ad arte per giustificare un intervento o solo per deviare il pensiero dell’opinione pubblica.
Come affrontare allora la realtà che ci circonda e come – se ci sono – utilizzare anticorpi per non cedere davanti a narrazioni costruite ad arte o lasciarsi travolgere dalla propaganda.
Ne parleremo con il Prof. Manlio Graziano, che ha pubblicato per Mondadori “Come si va in guerra”.
Una voce da Beirut ci porterà verso altriluoghi in cui il rumore delle esplosioni è quotidiano. Lo scrittore francofono Charif Majdalani, docente universitario proprio nella capitale del Paese dei Cedri, spiega come si convive con la guerra. Beirut e il Libano erano considerati “la Svizzera del Medio Oriente”, solo cinquant’anni fa. Solido sistema bancario, multilinguismo, multiculturalismo, tolleranza religiosa, grandi slanci culturali. Ed oggi? Perché si vive ancora in una realtà senza un presente e senza un futuro?
Alla scoperta della storia svizzera, altriluoghi ci conduce a Isone, e precisamente nel 1820, quando un gruppo di donne decise di cantare in chiesa durante una funzione religiosa. Fatto vietato: solo agli uomini era fino ad allora concesso quel privilegio. Ma quel momento costituì un punto di non ritorno per l’intera comunità. altriluoghi esplora quel fatto con Liliana Heinberg, che ha allestito un progetto musicale per raccontare, da una prospettiva culturale, fatti di storia che hanno coinvolto donne coraggiose in diversi cantoni. Si comincia proprio da Isone.
La cartolina sonora ci conduce alla Mecca. L’ingresso nella città sacra dell’Islam non è consentito ai non musulmani, ma l’imam di Milano Yahya Pallavicini ci racconta quel luogo, che sta conoscendo un boom di visitatori. Sono diversi i rischi di un’eccessiva presenza turistica in realtà che sono destinate a una fruizione specifica.
Anche il pubblico di Rete Uno è invitato a partecipare inviando la propria cartolina sonora e raccontando i propri “altriluoghi”: quei posti speciali, reali o immaginari, che fanno sentire a casa.
Mandate il vostro testo o file audio a reteuno@rsi.ch e lasciatevi ispirare dalla vostra creatività.
La cartolina scelta per la diffusione riceverà un gadget esclusivo di Rete Uno.
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