a cura di Romina Borla

Sindache in gonnella

a cura di Romina Borla

Sindache in gonnella

a cura di Romina Borla

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Chi era la prima sindaca ticinese? Si chiamava Lidia Cremona-Boschetti e venne nominata tacitamente a Vezio, nell’Alto Malcantone, 50 anni fa. Era il 2 febbraio 1971. Di umili origini e fede socialista, mantenne l’incarico un solo anno per poi tornare ad occuparsi della famiglia e della casa. Il suo temperamento comunque emerse in occasione di una protesta contro i militari che per le esercitazioni di tiro occupavano i boschi presso il villaggio. La sindaca si rivolse così ad un giornalista del Regionale : “Nüm a ga lassum miga fá i esercizi e nüm as mövum miga da chi... Finché i militár i sta chi, nüm a stém chi anca nüm... a fém varé i nòss diriti e basta”. E l’ebbe vinta: la zona venne infatti trasformata in una selva castanile. La nomina di Lidia fece scalpore. La società era abituata a considerare le donne essenzialmente angeli del focolare. Guardò quindi con diffidenza le prime a scendere nell’arena politica. Ricordiamo che le ticinesi ottennero il diritto di voto ed eleggibilità a livello comunale e cantonale solo il 19 ottobre 1969. Intanto nelle votazioni dell’aprile 1972 le donne entrarono nei Municipi e nei Consigli comunali dei principali centri ticinesi. In particolare a Brusino Arsizio Myriam Poli-Dolfini conquistò la carica di sindaca, vincendo il ballottaggio. Di orientamento popolaredemocratico, mantenne l’impegno per quattro legislature. Le due ticinesi arrivarono però dopo Lise Girardin, eletta a Ginevra nel 1968. Fu lei infatti la prima sindaca svizzera.