Il valico di Rafah visto dall'alto
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Gaza, a che punto siamo?

Dopo quasi due anni il valico di Rafah è stato riaperto, anche se solo parzialmente: come procede sul terreno la concretizzazione dell’accordo voluto da Donald Trump? 

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  • reuters
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È rimasto chiuso per quasi due anni, il valico di Rafah, tra la striscia di Gaza e l’Egitto. Ieri è stato riaperto in entrambi i sensi, anche se solo parzialmente. A detta delle autorità israeliane, che controllano questo posto di frontiera dal lato palestinese, soltanto un centinaio di residenti al giorno sarà autorizzato a transitare da quel valico, la priorità verrà data soprattutto a chi necessita di cure mediche urgenti. Rafah è al momento l’unico punto di passaggio tra la Striscia e il resto del mondo, la sua riapertura è uno dei venti punti previsti dal piano di pace presentato da Donald Trump lo scorso mese di ottobre. Al momento possono transitare solo i pedoni, escluso il passaggio di aiuti umanitari, bloccati dal governo israeliano malgrado le forti richieste delle Nazioni Uniti e di diverse ONG attive nella regione.

Come procede sul terreno la concretizzazione dell’accordo voluto da Donald Trump? Quali sono le condizioni in cui vive la popolazione palestinese, stremata dopo due anni di continui bombardamenti israeliani? E quale la portata della riapertura del valico di Rafah, che da più parti viene definita puramente simbolica? Argomenti e interrogativi di cui discuteremo con:

  • Michele Giorgio, collaboratore RSI da Gerusalemme

  • Giorgio Monti, coordinatore medico di Emergency

  • Silvia Colombo, ricercatrice presso il Nato Defence College di Roma

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