I leader indipendentisti festeggiano la vittoria (keystone)

Indipendentisti a processo

Gli esponenti catalani in detenzione preventiva da 15 mesi rischiano pene pesanti

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La Spagna si appresta ad affrontare uno dei processi più importanti degli ultimi anni per il paese. Una dozzina di leader deve rispondere davanti alla Corte Suprema di Madrid all'accusa di "sedizione" e "ribellione" per aver svolto il referendum separatista violando l'ordine costituzionale spagnolo.

Il processo, diffuso anche in diretta televisiva, si apre in un contesto di estrema tensione e mette a dura prova il governo Sanchez: mercoledì si voterà la legge di bilancio, che per passare ha bisogno dei voti di tutti i partiti - tra cui anche gli indipendentisti - che hanno portato al potere il premier. Le formazioni politiche di Carles Puidgemont e Oriol Junqueras - uno dei dodici imputati - hanno però già anticipato che quasi sicuramente non voteranno il "budget".

È dunque molto probabile che il voto avrà un esito negativo e così il governo non potrà continuare ad operare. Sanchez lascerà il potere oppure resterà aggrappato al potere?

Sanchez inoltre è accusato dalla destra di essere un traditore a causa del suo avvicinamento al fronte indipendentista per ottenere il loro sostegno. In 45'000 sono scesi in piazza a Madrid per protestare contro le trattative tra l'esecutivo e i separatisti catalani.

Un processo politico, ideologico e mediatico che divide la Spagna, ma non solo. A Modem ne parleremo con Steven Forti, Professore di storia contemporanea all'Università autonoma di Barcellona, David D’Enterria, rappresentante per la Svizzera dell'organizzazione indipendentista assemblea nazionale catalana.

 

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