Due settimane fa la situazione economica disastrosa aveva provocato le prime manifestazioni e da allora le proteste si sono estese dalla capitale a quasi tutte le province del paese. Proteste che ormai si sono allargate a temi politici e sociali.
La Repubblica islamica e il suo governo sono riusciti più volte a reprimere simili movimenti all’interno del paese. Stavolta però il governo di Teheran sembra più debole che mai. Si aggiungono infatti anche le pressioni dall’estero, basti pensare ai bombardamenti israeliani e statunitensi dell’anno scorso agli impianti nucleari del paese. Stavolta poi si ripensa al ruolo di Reza Pahlavi, il figlio del deposto shah di Persia.
A Modem ne discutono:
Giorgia Perletta, ricercatrice e docente all’Università Cattolica di Milano, esperta di Iran
Nima Baheli, giornalista e analista geopolitico italo-iraniano
Emanuele Valenti, giornalista che segue da anni varie crisi internazionali, fra cui l’Iran, collaborando anche con la RSI
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