È notizia degli ultimi giorni la crisi della Cremo in Romandia, l’equivalente della ormai ex LATI ticinese, ma in questo caso parliamo di un gigante della produzione lattiera-casearia. In realtà è però stato tutto l’inverno ad essere difficile per i produttori di latte svizzeri, e il Ticino non fa eccezione, anzi. Per i produttori ticinesi si aggiunge infatti il problema della chiusura della LATI: il latte ritirato dalla federazione ticinese dei produttori ora prende la via del nord delle Alpi, provocando ulteriori costi che pesano sul prezzo finale.
Oltre alla “guerra dei caseifici” in salsa ticinese, sul tavolo per il settore restano anche tutta una serie di altri problemi: l’aumento dei prezzi di carburante, mangimi e fertilizzanti a causa delle tensioni internazionali, la presenza del lupo – in particolare per gli alpeggi –, il cambiamento climatico e infine – ma non per ordine di importanza – la concorrenza dei prodotti esteri.
A Modem, dopo la trasmissione di un reportage dal territorio, ne discuteremo con:
Omar Pedrini, allevatore e presidente dell’Unione contadini ticinesi
Daniele Fumagalli, capo Sezione agricoltura Canton Ticino
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