Edizione del 31.10.2019

Libertà e limiti di Airbnb

La piattaforma Airbnb nello spazio di una decina d'anni è esplosa: quella che sembrava essere una start-up ambiziosa è riuscita ad acquisire importanza e a sconvolgere il settore turistico mondiale.

Le abitazioni proposte dalla piattaforma Airbnb si trovano in particolare nelle zone turistiche, ma non solo: nei centri storici delle grandi città, così come nei villaggi più remoti di montagna.

L'aumento degli alloggi trasformati in appartamenti per brevi affitti turistici, dimostra che il sito Airbnb, per molti, è diventato un vero e proprio business. Oltre agli interessi economici non indifferenti però l'applicazione sta cambiando il volto urbanistico e sociale dei centri. Per questo motivo sempre più città combattono la start-up americana. Amsterdam, Parigi e Barcellona - insieme ad altre metropoli - hanno addirittura interpellato la Commissione europea per mettere fine "alle pratiche abusive di Airbnb", responsabile secondo loro della penuria di appartamenti e dell'aumento degli affitti nelle zone più strategiche. Anche in Svizzera si sta lottando per capire come regolamentare i servizi e evitare di osservare uno spopolamento dei centri storici come è già successo altrove.

In che modo sta evolvendo il turismo? Come si può regolamentare questa piattaforma? Fino a che punto è possibile farlo?  Quanto è possibile la convivenza di Airbnb con l'offerta alberghiera?

Cercheremo di rispondere a questa ed ad altre domande con: 

Sarah Gainsforth, freelance, ha appena scritto e pubblicato "Airbnb città merce"

Lorenzo Pianezzi, presidente di Hotelleriesuisse Ticino

Stefano Scagnolari, responsabile dell'Osservatorio sul turismo dell'USI

Emanuele Strano, urbanista, fondatore della società "Mind Earth" di Bienne

Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay

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