Il 2026 è iniziato con il terribile incendio di Crans-Montana. Sei giorni dopo quel rogo, che ha causato 40 morti e 116 feriti, il Comune di questa stazione turistica vallesana ha ammesso di non aver condotto i necessari controlli di sicurezza nel locale “Le Costellation”, ora distrutto dalle fiamme. Nessun controllo tra il 2020 e il 2025 ma anche nessuna risposta per spiegare i motivi di queste lacune nelle verifiche legate alla sicurezza di quegli spazi.
Un’ammissione decisamente sconcertante che ha moltiplicato le voci di chi chiede le dimissioni del municipio di Crans-Montana. La risposta del sindaco, Nicolas Féraud, va in senso opposto “Non si lascia una nave nel bel mezzo di una tempesta”.
L’inchiesta della procura vallesana è in corso e dovrà chiarire anche le responsabilità del comune vallesano. Un’inchiesta che si annuncia lunga e complicata, per una procura che proprio qualche settimana fa era stata definita “sottodotata” dal consigliere di Stato Stéphane Ganzer, responsabile del Dipartimento della sicurezza nel canton Vallese.
Le falle nei controlli e le misure anti-incendio dei locali pubblici, l’inchiesta in corso e i tanti risvolti giudiziari di questa tragedia. Argomenti e interrogativi che discuteremo con:
- Filippo Lombardi, municipale di Lugano, responsabile del settore “Edilizia privata”
- Simone Gianini, consigliere nazionale e ex municipale di Bellinzona
- Demetra Giovanettina, avvocata penalista
- Aron Guidotti, corrispondente RSI in Romandia
Nella seconda parte, a partire dalle 9:10, l’accento viene posto sulla sfida sanitaria di questo dramma con, in collegamento dal CHUV di Losanna:
- Yves Harder primario di dermatologia e capo del servizio di chirurgia plastica ricostruttiva
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