Vent’anni dopo il suo ingresso nelle Nazioni Unite – unico paese ad averlo scelto col voto popolare – la Svizzera entrerà nella stanza dei bottoni del Palazzo di Vetro. Salvo improbabili sorprese, giovedì verrà eletta (insieme a Malta) come membro non-permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Vi siederà per due anni, a partire dal 1° gennaio 2023.
Quale opportunità rappresenta questa elezione? Quale può essere il contributo elvetico in un organismo che da trent’anni i suoi stessi componenti cercano invano di riformare? Cosa non funziona nella “governance” dell’Onu, a partire da quel diritto di veto che appare chiaramente uno strumento vetusto e inadeguato? Come superare quello che il segretario generale Guterres ha chiamato un “fallimento” del Consiglio di sicurezza dopo l’invasione della Russia in Ucraina?
Modem ne parla domani, martedi 7 giugno.
Con i diplomatici:
Monika Schmutz Kirgöz, ambasciatrice svizzera in Italia
Dante Martinelli, ex-ambasciatore, ha concluso la carriera diplomatica come rappresentante della Svizzera presso l’Onu a Ginevra
Massimo Marotti, ambasciatore, già alla missione italiana all’Onu a New York, oggi consigliere diplomatico in Italia
E gli accademici:
Giuseppe Nesi, docente di diritto internazionale e già consigliere giuridico di Joseph Deiss quando fu Presidente dell'Assemblea Generale dell’Onu
Andrea Bianchi, docente di diritto internazionale, Graduate Institute Ginevra
Modem su Rete Uno alle 8.30, in replica su Rete Due alle 18.30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay
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