Fase di cambiamenti (keystone)

UBS al risparmio

In Svizzera soppresse 44 filiali su 240

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Lo scorso anno erano state 28 e nel primo trimestre di quest’anno UBS intende chiudere altre 44 succursali su 240 con l'obiettivo di ridurre i costi. La decisione, non ancora comunicata ufficialmente al personale, è stata confermata oggi alla Neue Zürcher Zeitung (NZZ) da Axel Lehmann, Direttore generale per la Svizzera della grande banca.

Secondo il manager la misura, che toccherà piccole succursali, si è resa necessaria a causa delle mutate abitudini dei consumatori, che si stanno spostando verso i servizi digitali, spinti anche dalla pandemia di Covid-19. In Ticino le succursali nel mirino sono quelle di Giubiasco, Gordola e Melide. Nella misura del possibile UBS prevede di trasferire i dipendenti interessati (circa 150) in altre filiali o in altri settori di attività. L’altra brutta notizia della mattinata tocca direttamente i clienti dell’istituto bancario: finora chi aveva un conto superiore a 2 milioni di franchi si vedeva attribuire un addebito dei tassi negativi mentre a partire dal primo luglio l’addebito verrà applicato già a partire da un capitale di 250’000 franchi.

l'Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB), chiedendo all'istituto bancario di sospendere la decisione, osserva come il numero uno bancario elvetico abbia "guadagnato molto durante e a causa della pandemia, non solo grazie alla concessione di prestiti, ma anche grazie alla garanzia statale accordata a numerose PMI", di cui UBS beneficia indirettamente. Il fenomeno dovrebbe riflettersi sui risultati del quarto trimestre 2020 "sotto forma di un utile supplementare, il che rende la decisione di chiudere le filiali ancor più incomprensibile e testimonia una mancanza di solidarietà e di responsabilità sociale".

 

La decisione confermata oggi e frutto verosimilmente di una fuga di notizie, coincide con l’annuncio da parte della stessa UBS di voler lanciare la sua piattaforma digitale di gestione patrimoniale in Cina. L'obiettivo del numero uno bancario elvetico è di proseguire il suo sviluppo non solo nel Regno di mezzo ma anche nell'intera Asia. L’obiettivo nei prossimi due anni è di passare da 30'000 a 200'000 clienti in Asia grazie alla licenza bancaria digitale.

Come leggere quindi queste misure e quale impatto avranno sugli altri istituti bancari? Il mondo bancario sarà totalmente digitalizzato? Per discuterne interverranno:

Natalia Ferrara, responsabile in Ticino dell’Associazione svizzera degli impiegati di banca;

Alberto Petruzzella, presidente dell’associazione bancaria ticinese

Laura Regazzoni-Meli, Segretaria generale dell’ACSI (Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana);

Giovanni Vergani, docente USI e Centro Studi Bancari, membro del consiglio direttivo della cassa pensioni della città di Lugano.

Intervista registrata con Ermes Gallarotti, NZZ.

 

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